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Burger Revolution: dal fast food al culto del gusto

4 Maggio 2026

Nel panorama gastronomico contemporaneo, l’hamburger è uno dei piatti che meglio racconta l’evoluzione del gusto. Nato in Europa, nella città di Amburgo, e reso iconico negli Stati Uniti, è stato a lungo simbolo del fast food globale.

Oggi, però, la sua identità è cambiata profondamente. Sempre più consumatori scelgono hamburgerie artigianali e realtà indipendenti, dove la qualità delle carni, la filiera corta, il pane fatto in casa e la cura dei dettagli trasformano un prodotto semplice in una vera esperienza gastronomica.

In questo scenario si inserisce la Burger League, tra gli eventi più seguiti dell’ultima edizione di Ristora Hotel Sicilia, che ha premiato eccellenza, tecnica e creatività nel mondo burger. A conquistare il primo posto è stato Claudio Fidone, titolare dell’omonima macelleria di Modica Alta, già protagonista di importanti successi internazionali nel settore carni.

Con lui abbiamo parlato di passione, territorio e futuro del burger contemporaneo.

Claudio, complimenti per la vittoria alla Burger League di RHS. Cosa ha significato per te conquistare questo riconoscimento?

Sono onorato di aver ricevuto questo premio. È nato tutto quasi per gioco, perché la competizione era pensata soprattutto per ristoratori e noi siamo prima di tutto macellai, anche se abbiamo gastronomia e rosticceria. Non siamo specializzati esclusivamente nei burger, ma nella carne in tutte le sue forme.

Essere entrati nella top ten era già una soddisfazione enorme. Quando hanno annunciato il vincitore quasi non ci credevo. È stato un risultato inaspettato, ma quando lavori con amore, passione e dedizione i riconoscimenti arrivano.

La giuria ha apprezzato il valore aggiunto del nostro burger: un pane a lenta lievitazione realizzato con estratto di pomodoro e capuliato del territorio, insieme a un hamburger di salsiccia studiato nel dettaglio, con carne battuta al coltello invece che tritata.

Il tuo burger dimostra che oggi l’hamburger può essere un prodotto gourmet. Quanto contano la scelta della carne, la tecnica e l’equilibrio degli ingredienti?

Contano tutto. Noi utilizziamo solo materie prime di eccellenza, ma senza voler creare un prodotto elitario o troppo costoso. Il nostro obiettivo è proporre qualità accessibile.

Il panino vincente rispecchia la nostra tradizione: non è fast food, ma un prodotto pensato con attenzione, equilibrio e identità.

Essere membro della Nazionale Italiana Macellai e aver conquistato titoli come il World Champion Young Butcher negli Stati Uniti sono soddisfazioni enormi anche per il territorio che rappresento. Anche all’estero ho portato la mia Sicilia, valorizzando ingredienti locali. Recentemente, a Parma, ho presentato perfino un cannolo di carne con cioccolato modicano.

L’ingrediente principale, però, resta sempre uno: la tradizione.

Quanto è importante valorizzare i prodotti locali anche in un piatto internazionale come l’hamburger?

È fondamentale. Per noi il territorio è uno degli ingredienti principali. Lavoriamo sulla filiera corta a 360 gradi: seguiamo tutto il percorso della carne, dalla nascita del bovino fino alla bottega.

La nostra carne è a km zero e lo stesso vale per molti altri ingredienti. Utilizziamo, ad esempio, pomodorino ciliegino esclusivamente di Pachino e prepariamo internamente anche la maionese al basilico. Quando il prodotto racconta il territorio, acquista un valore completamente diverso.

Dopo questo successo, dove va secondo te il mondo burger nei prossimi anni?

Fino a qualche anno fa, quando si parlava di burger si pensava subito al fast food. Oggi fortunatamente questa visione sta cambiando.

Io preparo tantissimi panini, anche per molti ragazzi che prima di uscire la sera passano dalla macelleria, si fermano a mangiare un burger accompagnato da un calice di vino. Questo significa che il burger sta entrando in una dimensione nuova, più adulta e consapevole.

Il segreto sarà continuare a renderlo accessibile a tutti: dagli intenditori attenti agli ingredienti ai più giovani che, con un prezzo onesto, vogliono mangiare un panino di qualità.

In una frase: cos’è oggi il burger per Claudio Fidone?

Un prodotto popolare che, se fatto bene, può diventare eccellenza.

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